La pubblicità incisiva: Product placement


“Una birra, grazie. Anzi no, una Estrella Galicia”.
Vi sembra assurdo che un personaggio chieda una birra specifica a un barista mentre sta illustrando una rapina in banca ai suoi complici? Mica tanto. Di esempi così clamorosi e famosi ne è pieno il cinema e le fiction. Citiamo soltanto un caso di straordinario successo come la birra spagnola nel fortunato "La Casa de Papel", ottenendo un’impennata di vendite e un’esposizione mediatica fortissima. Il Product Placement è, quindi, una pubblicità indiretta. È una forma di comunicazione commerciale che consiste nell’inserire un brand/prodotto all’interno di una narrazione cinematografica. Può avere diverse declinazioni, a seconda di quanto e come il brand/prodotto interviene nella narrazione. Il placement si sviluppa fondamentalmente in tre branchie:
- Visuale (screen placement) il marchio è posizionato in primo piano all’interno di una scena, rendendolo ben riconoscibile;
- Verbale (script placement) il marchio è richiamato dai protagonisti del prodotto audiovisivo, catturando l’attenzione dello spettatore;
- Integrato (plot placement) legato ad una più complessa strategia dell’azienda sponsor, con la produzione, che sviluppa forme di pubblicità più approfondite e/o elaborate (per esempio quando il marchio si lega strettamente alla trama).
Ma perché investire in questa particolare forma promozionale?
Presto detto:
- Si effettua una spesa contenuta a fronte del potenziale ritorno in termini di pubblico raggiunto dal brand/prodotto, un pubblico ampio e diversificato;
- il band/prodotto potrà essere visibile a consumatori potenziali appartenenti a un target diverso rispetto a quello dell’usuale pubblico acquirente del brand/prodotto; - l’ulteriore effetto di ampliamento del pubblico è anche in termini geografici, visto che con un’unica operazione di product placement si riescono a coprire più territori in modo diretto